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La struttura, o citotettonica, della corteccia cerebrale, e le sue connessioni funzionali sono state ampiamente studiate, anche se una mappa esauriente delle localizzazioni cerebrali non è tuttora disponibile per l’uomo.

Le connessioni delle regioni di corteccia sono state studiate con metodi sia anatomici sia fisiologici. I primi consistono nel seguire il decorso delle fibre che degenerano in conseguenza della distruzione delle loro cellule d’origine. Il metodo elettrofisiologico consiste per es. nel ricercare la sede della massima risposta elettrica conseguente alla stimolazione di organi sottocorticali o di organi di senso; oppure lo stimolo può essere applicato alla cellula e la risposta cercata altrove. Si ottiene in tal modo una neuronografia o cartografia corticale.

La parte di corteccia dei lobi frontali la cui stimolazione provoca risposte muscolari è definita corteccia eccitomotoria. Questa regione sta davanti al solco centrale ed è indicata anche come corteccia motoria precentrale. Dalla parte posteriore di questa regione, e più precisamente dalle cellule piramidali giganti, partono le fibre motrici che costituiscono il fascio piramidale; queste fibre terminano a vari livelli del corno anteriore del midollo spinale del lato opposto; qui ha sede un secondo neurone motore, le cui terminazioni raggiungono i muscoli scheletrici.

La corteccia dei lobi parietali, immediatamente retrostante alla precedente, è invece una regione corticale con funzione sensoriale. La stimolazione di una regione del corpo provoca l’eccitazione di porzioni ben delimitate di quest’area: le diverse parti del corpo hanno cioè una proiezione sensoriale sulla corteccia parietale. Questa proiezione non è egualmente importante per le diverse parti: un grande rilievo è riservato soprattutto al viso e alle mani. Uno schema molto espressivo è l’homunculus di Penfield, che rappresenta un corpo le cui parti hanno dimensioni proporzionate alla loro proiezione sensoriale.

La corteccia del giro superiore del lobo temporale è connessa con l’analisi dei messaggi sensoriali uditivi. Sotto questo profilo i due emisferi non si comportano simmetricamente. Nella corteccia del lobo temporale di sinistra hanno sede quelli che comunemente si indicano come “centri del linguaggio”, la cui integrità è indispensabile per l’uso e la comprensione del linguaggio; la loro lesione dà luogo a un insieme di disturbi indicato come afasia. La corteccia occipitale è indicata come corteccia visiva.

La corteccia dei lobi prefrontali ha funzioni strettamente connesse con quella che viene indicata come intelligenza biologica, tuttavia le ricerche sull’argomento sono tutt’altro che definitive.

Gli studi di neurofisiologia hanno permesso di dimostrare che l’unità elementare della corteccia cerebrale è costituita dalle cosiddette “colonne” formate da un gruppo di cellule disposte longitudinalmente, che rispondono, pur con modalità lievemente diverse, a uno stesso tipo di stimolo proveniente da una determinata sede. L’esistenza di centri corticali e sottocorticali deputati a un determinato tipo di funzione (per esempio il centro di Broca per il linguaggio) non viene più concepita in modo rigido: assume invece un ruolo sempre più importante l’interazione di parti diverse della corteccia per l’esecuzione di un particolare compito.

 

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