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Nell’apparato fonatorio umano si distinguono in genere le seguenti parti:

  1. la realizzazione di una corrente d’aria espiratoria da parte dei polmoni;
  2. la sorgente sonora del tono glottidale, che poi viene modificata per ottenere le diverse articolazioni;
  3. i risuonatori o cavità sopra glottidali, che producono la differenziazione del tonno glottidale.

Il suono è prodotto da un flusso d’aria proveniente dai polmoni, passa per la trachea ed inizia ad essere elaborato dalla laringe, una specie di scatola cartilagine a all’interno della quale si trovano le corde vocali che producono i suoni sordi (corde vocali aperte) e i suoni sonori (corde vocali chiuse). Fino alla laringe tutti i suoni sono indifferenziati.

Lo spazio delimitato dalle corde vocali e dai loro prolungamenti è la glottide, responsabile della formazione del materiale sonoro di base della fonazione, il tono glottidale. Proseguendo al di sopra della laringe e la glottide, troviamo la faringe, la cavità orale e le fosse nasali. Tutte queste funzionano da di suonatori dei suoni glottidale. Un quarto risuonatore può essere costituito dall’arrotondamento delle labbra, la protrusione.

I luoghi d’articolazione nella cavità orale:

  • i denti (suoni dentali t-d);
  • Labbra (suoni labiali p-b-m) o a apicodentali o labiodentali;
  • Gli alveoli (suoni alveolari r-s);
  • il palato (suoni prepalatali tʃ – dʒ; mediapalatali ʎ -ʃ; postpalatali k-g);
  • Il vero palatino (Lamellari, postpalatali g-k);
  • l’ugola (suoni uvlari – R francese);
  • La faringe (faringali h).

La classificazione dei suoni

Ogni suono può essere definito in base a tre parametri:

  1. vibrazione o meno delle corde vocali;
  2. punto di articolazione, cioè il luogo della cavità sopra glottidale in cui il suono viene articolato (dentale, velare, nasale, palatale, eccetera);
  3. la presenza o meno di un ostacolo frapposto alla colonna d’aria espiratoria. Secondo questo parametro se la corrente d’aria non incontra ostacoli si avranno i vocoidi, ossia tutte le vocali e consonanti r-l-m-n quando sono apice sillabico come le parole Feder, Table, Reden, cioè in cui la consonante non viene bene pronunciata, e se esistono ostacoli che bloccano totalmente (occlusivi) o parzialmente (continui) l’aria espiratoria abbiamo i contoidi, ossia tutte le consonanti.

I vocoidi

Nell’articolazione dei vocoidi, il ruolo principale è giocato dalla lingua, che modifica la forma del risuonatore orale.

L’aria espiratoria passa nella parte inferiore della bocca. Bisogna considerare la posizione della lingua sull’asse verticale e orizzontale. Sull’asse verticale la lingua può andare dal basso verso l’alto: quando la lingua è minimamente sollevata si hanno i vocoidi aperti (a-o), quando la lingua è al massimo sollevata si hanno i vocoidi chiusi (i-u). Sull’asse orizzontale la lingua può essere posizionato nella parte anteriore (e-i), media (a) o posteriore (o-u) del canale boccale.

Vocali di base o cardinali

Sono quelle che non hanno suoni intermedi, quella della lingua italiana, al di fuori del toscano. Sono le boccali di base dalle quali si può definire qualsiasi altro vocoide, più chiuso (i-u) o più aperto (a), posteriore (o-u) o anteriore (e-i).

Il sistema vocalico italiano e pentavocalico a-e-i-o-u. La maggior parte delle lingue possiede sistemi di vocoidi che possono essere schematizzate da un trapezio meglio che da un triangolo. Anche il ruolo svolto dalle labbra è importante nell’articolazione vocoidi, la protrusione che consiste nell’arrotondamento delle labbra in avanti.

Si avrà così:

  • [i] – [y] (pur, für)
  • [e] – [ø] (feu, schön)
  • [ɛ] – [æ] (seul, grandeur, Löffel)

Anche la nasalizzazione è importante in quanto si producono le vocali nasalizzate del francese che nella trascrizione fonetica vengono contrassegnate con una tilde ~.

I dittonghi sono dei suoni espressi da due fonemi uniti, una vocale più semi vocale e viceversa.

I dittonghi ascendenti sono costituiti da semi vocale più vocale (ja-wa).

I dittonghi discendenti sono costituiti da vocale più semi vocale (aj-au).

I contoidi

Nell’articolazione dei contoidi l’aria passa nella parte superiore della lingua e l’aria viene bloccata completamente o parzialmente.

I contoidi appartengono a due grandi gruppi:

  • Momentanei o occlusivi: quando si ha alla chiusura completa del canale boccale, per un istante si verifica un accumulo d’aria dietro al diaframma temporaneamente chiuso, alla brusca apertura l’aria esce di colpo realizzando l’articolazione occlusivi va.
  • Continui: quando l’ostacolo non blocca completamente l’aria, ma restringe in modi diversi il canale boccale.

I suoni occlusivi possono essere:

  • labiali (p-b);
  • dentali (t-d);
  • alveolari (th inglese) sordo sonoro;
  • palatali (tʃ – dʒ)
  • Velari (k-g).

I continui possono essere:

  • Fricativi: pronunciati come con canale stretto che causa frizione dell’aria (f – v – s – z – ʃ );
  • Approssimanti: con canale più largo e frizione d’aria meno udibile (j -w);
  • Nasali: in cui l’aria esce dal risuonatore nasale (ɳ – ɱ – ɲ – ñ);
  • Laterali: dette anche liquide, in cui l’aria è bloccata dalla punta della lingua contro la volta del palato, mentre dai lati della lingua l’aria esce liberamente (l – ʎ);
  • Vibranti: in cui c’è vibrazione contro il palato (r).
 

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