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La neurolinguistica è lo studio delle patologie del linguaggio su basi linguistiche.

L’ipotesi fondamentale della neurolinguistica è che esista una correlazione significativa fra i tipi patologici stabiliti dal neurologo secondo la localizzazione e la natura della lesione cerebrale da una parte e le forme di disorganizzazione dell’espressione verbale dall’altra. Il problema essenziale per la neurolinguistica è di classificare le diverse forme dell’afasia stabilendo in primo luogo se esistono regole grammaticali per ogni forma di afasia e se eventualmente vi è corrispondenza tra questa tipologia e i segni neurologici che servono a puntualizzare la tipologia clinica dell’afasia.

L’utilizzazione dei modelli proposti per l’analisi linguistica del linguaggio normale ha portato Jakobson, Halle e altri autori a distinguere afasie del fonema, del morfema, della frase, ecc., a loro volta suddivisibili in afasie selettive (sostituzione di un altro elemento linguistico a quello atteso) e afasie di contiguità (modificazione di un elemento per influsso di altri contigui). Successivamente sono stati proposti altri modelli e si è cominciato a studiare le correlazioni esistenti tra i sistemi particolari delle varie lingue naturali e la tipologia dei disturbi afasici osservati e si è pervenuti alla conclusione che il deficit è relativamente indipendente dalla struttura della lingua.

 

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