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Il pensiero filosofico del Medioevo si formò essenzialmente sui principi della dottrina cristiana, avviandosi e articolandosi in due fondamentali direzioni: come riflessione critica e quindi come programma teorico e come riflessione morale, cioè come programma di autentico rinnovamento etico da operare nella società e all’interno dell’uomo. Due furono comunque le principali correnti filosofiche: la Patristica e la Scolastica.

La Patristica si sviluppò come pensiero dei « Padri della Chiesa», che rivolsero la loro meditazione non solo alla filosofia antica dei pensatori greci, ma alla definizione dei grandi dogmi della Chiesa da fissare e stabilire per sempre. Vi furono molte e varie scuole, nell’ambito della Patristica, e specialmente vanno distinte le linee seguite dai Padri della Chiesa occidentale, che si richiamarono a Platone, tanto da poter parlare di un neoplatonismo, da quelle seguite dai Padri della Chiesa orientale, per esempio della scuola di Alessandria, che si sforzò di opporre la «gnosi cristiana» a quella eretica, ponendosi al servizio della fede. Ma spicca nel pensiero patristico, il pensiero di Agostino, che valse a suggellare e a concludere tutto il travaglio della filosofia cristiana, sin dalle origini.

La Scolastica, dal canto suo, pur rimanendo fedele alle linee maestre tracciate dalla Patristica, spostò l’asse dell’interesse sull’uomo, interpretandone la natura in tutte le dimensioni e possibilità. La Chiesa venne comunque considerata la guida del percorso umano, che esplicava la sua dottrina non più attraverso i Padri, bensì attraversò i Dottori. Prevalse un atteggiamento mistico e volontaristico, che fu particolarmente evidente nel Francescanesimo, ma nel periodo aureo della Scolastica, centrale nella filosofia, divenne il pensiero di Aristotele, al quale venne costantemente collegato quello di San Tommaso, contenuto nella Summa theologica. Misticismo e razionalismo dunque, convissero nella filosofia medioevale rappresentandone i due aspetti principali: per il misticismo, ragione e fede erano entrambe illuminate da Dio, per il razionalismo la ragione aveva una sua autonomia e doveva perciò risolvere da sola i problemi metafisici. Vari canali diramarono dalla Scolastica, numerose scuole si formarono specie all’interno dei monasteri, ove si insegnavano le arti liberali, si traducevano le opere di Aristotele e i maestri, essendo spesso provenienti dalla Spagna ed essendo venuti a contatto con gli arabi, avviavano gli studenti alle discipline scientifiche. Il punto di partenza e di arrivo, in ogni caso, della filosofia medioevale, rimaneva Dio, termine assoluto e irraggiungibile, sul quale si era concentrato il pensiero dei tre maggiori protagonisti del pensiero di quell’età, Agostino, Tommaso e Bonaventura da Bagnoregio.

 

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